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L'Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell'Uzbekistan, è uno stato dell'Asia centrale, già parte dell'Unione Sovietica.
Confina a Nord e ad Ovest con il Kazakistan, a Est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a Sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan; è doppiamente senza sbocchi sul mare. La lingua ufficiale è l'uzbeco.
La capitale è Taškent, una città di 2.142.700 abitanti. Sorge in un'oasi irrigata dai fiumi Circik e Keles. Il nome della città è mutato più volte: sotto la dominazione cinese della Dinastia Han era chiamata Beitan. Più tardi cambiò il nome in Chachkand, che divenne poi Tashkand e quindi Tashkent. Maggiore centro economico e culturale della repubblica uzbeka, è sede di cotonifici, setifici, stabilimenti meccanici, industrie chimiche e riveste un importante ruolo di nodo di comunicazioni.

Nel territorio si distinguono due zone geomorfologiche e climatiche.
Nella regione occidentale il clima è continentale secco, con temperature minime in gennaio di -29 °C e massime estive di +45 °C; le precipitazioni sono inferiori a 100 mm annui. Nelle valli fluviali e sulle pendici montuose la continentalità del clima si attenua e aumentano le precipitazioni (da 300 mm annui nelle pianure a più di 1000 sui rilievi).

L'Uzbekistan è lo stato più popoloso dell'Asia centrale. I suoi 27 milioni di abitanti, concentrati nel Sud e nell'Est del paese, costituiscono infatti circa la metà della popolazione totale dell'area. L'Uzbekistan, al tempo dell'Unione Sovietica, era una delle repubbliche più povere; gran parte della popolazione era occupata nella coltivazione del cotone in piccole comunità rurali. Ancora oggi, buona parte degli abitanti vive nelle campagne e dipende dall'attività agricola per la propria sussistenza.

L'usbeco (una lingua turca orientale) è la lingua ufficiale della maggioranza della popolazione, e viene ufficialmente scritta dal 1991 con l'alfabeto latino (in precedenza, durante il periodo sovietico, era usato l'alfabeto cirillico). Tra le lingue parlate dalle minoranze è importante il tagico (una variante orientale del neopersiano), diffuso ancora a Bukhara e a Samarcanda e collegato alla prestigiosa tradizione della letteratura persiana. Il russo è usato per la comunicazione fra le varie etnie e per gran parte delle attività commerciali e governative.

Il Paese è guidato dalla figura carismatica di Islom (Islam) Karimov, formatosi nelle strutture burocratiche ex sovietiche e artefice dell'indipendenza nazionale. Egli ha strutturato un regime fortemente personalistico trasformando radicalmente le vecchie strutture sovietiche e recuperando gli antichi costumi uzbechi ereditati in particolare dagli antichi Khanato di Chiva ed Emirato di Buchara. Si sono così prepotentemente riaffermati i concetti di clan e di tribù, che oggi sono alla base della vita sociale uzbeka.

Gli abitanti sono per l'88% musulmani sunniti, seguono i cristiani ortodossi (9%) e altre minoranze musulmane aderenti allo sciismo.